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venerdì 22 novembre 2019


Giuseppe

Terzo arco

Giuseppe è uno dei dodici figli di Giacobbe, il figlio avuto nella vecchiaia. Egli appare inizialmente come un figlio viziato, favorito dal padre che lo amava molto il quale alimenta i contrasti nella famiglia, dando a Giuseppe un bel vestito e liberandolo dalla responsabilità del lavoro con il gregge di famiglia. La gelosia cresce quando Giuseppe rivela ai fratelli un sogno, dal quale appare che lui sarebbe stato il dominatore dei fratelli. La rabbia dei fratelli sfocia in violenza quando Giuseppe li va a trovare mentre pascolano il gregge a Sichem. Il loro iniziale piano di ucciderlo viene cambiato in quello di gettarlo dentro un pozzo e poi in quello, più vantaggioso, di venderlo ai mercanti di passaggio. Costoro in Egitto vendono, a loro volta, Giuseppe a Putifar che nota che il Signore era con lui e gli affida l'amministrazione di tutti i suoi beni. Giuseppe poi cade in disgrazia e viene messo in prigione dove resta due anni. Viene liberato per interpretare due sogni del faraone.

I sogni mostrano a Giuseppe che vi saranno sette anni di abbondanza seguiti da sette di carestia: per gestire questa abbondanza, verrà scelto un funzionario e sarà Giuseppe a ricoprire questo ruolo.


Giunta la carestia Giacobbe manda i propri figli in Egitto per prendere qualche spiga di grano. Una volta arrivati in Egitto, Giuseppe riconosce i suoi fratelli ma non si rivela. Inoltre, li accusa pure di essere delle spie e dice loro che dovrà rimanere con lui un ostaggio, come prova della loro onestà. Ritornano da Giacobbe e portano con sé in Egitto il loro fratello Beniamino. Giuseppe li invita a pranzo nel palazzo regale; alla fine del pranzo, Giacobbe decide che l’ostaggio sarà Beniamino, poiché lo accusa di furto in quanto nella sua sacca è stata ritrovata una coppa d’argento, presente sulla tavola imbandita per il pranzo. Dopo la resistenza dei fratelli, Giuseppe si fa riconoscere: essi torneranno dal padre per dire che Giuseppe è vivo. Il Faraone, venuto a conoscenza della notizia, invita Giuseppe e la sua famiglia a vivere in Egitto.

GIUSEPPE SI RA RICONOSCERE DAI FRATELLI

Giuseppe era stato venduto dai fratelli a Putifar, maggiordomo del re. Durante gli anni di carestia amministra la vendita del grano. Tra i compratori pure i fratelli di Giuseppe che li riconosce ma non si fa riconoscere. Quando i fratelli ritornano in Egitto per la seconda volta portano con sé anche il fratello Beniamino; a questo punto Giuseppe si commuove, si fa riconoscere e li invita a pranzare al palazzo.

GIUSEPPE VENDUTO DAI FRATELLI E TIRATO FUORI DAL POZZO

I fratelli odiano Giuseppe sia perché era il preferito dal padre sia per il sogno fatto nel quale, durante la mietitura del grano, il suo covone si drizza in piedi e quelli dei fratelli si inchinano in atto di riverenza; segno di una dominazione di Giuseppe sui fratelli. Giuseppe a Sichem raggiunge i fratelli che pensano di ucciderlo, ma lo vendono ai mercanti.

GIUSEPPE MAGGIORDOMO DI PUTIFAR (Gen 39, 1-6)

I mercanti egiziani vendono Giuseppe a Putifar, e il giovane viene nominato maggiordomo della casa. In occasione della carestia emergono le sue qualità di saggio amministratore e il faraone lo designa come amministratore del suo regno conferendogli l'autorità su tutto l'Egitto.

GIUSEPPE IN CERCA DEI FRATELLI IN SICHEM (Gen 37, 12-17)

Giacobbe affida il compito di accudire il gregge a tutti i figli, esonerando Giuseppe da tale mansione.

Un giorno però Giacobbe manda Giuseppe dai fratelli che a Sichem pascolano il gregge e in quell'incontro i fratelli prima pensano di ucciderlo, poi lo calano in un pozzo e infine lo vendono ai mercanti egiziani.

GIUSEPPE INTERPRETA IL SOGNO DEL FARAONE

Durante la notte il Faraone sogna sette vacche magre e sette grosse e sette spighe piene e sette striminzite. Il giorno dopo, impaurito dal sogno fatto, ordina ai suoi sudditi di chiamare gli indovini del regno affinché gli spieghino il significato del sogno, ma nessuno di loro è in grado di interpretarlo; così il capo dei coppieri dice al Faraone che uno dei prigionieri, di nome Giuseppe, è in grado di poter spiegare il significato. Per ordine del Faraone viene chiamato Giuseppe, il quale interpreta il sogno: le sette vacche grosse e le spighe piene significano sette anni di abbondanza, mentre le sette vacche magre e le spighe striminzite sette anni di carestia.

INCONTRO DI GIACOBBE CON GIUSEPPE

Giuseppe si fa riconoscere dai fratelli con i quali pranza e affida loro l’incarico di riferire al padre che lo avrebbe aspettato impazientemente.
Il faraone, venendo a conoscenza della presenza dei fratelli di Giuseppe, ordina loro di andare dal padre per invitarlo a suo nome assicurandogli terre fertili e cibo.
I fratelli si recano a Caanan dal padre Giacobbe che, subito dopo aver ricevuto le notizie, decide di partire, incoraggiato anche da Dio.
Arrivato in Egitto egli viene subito riconosciuto da Giuseppe che, piangendo, lo abbraccia a lungo.

Tratto da Rosario Salvaggio, Gli archi della Cattadrale narrano l'Antico Testamento, Paruzzo editore 2007


Rielaborato da Michela Giangreco, Silvia Amico, Martina Salvaggio, Francesca Fonti, Dalila Mastrosimone, Chiara Nicosia





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